Internet è la rete che connette i diversi computer, server, nodi. Il web invece è un serivizo che consente ad ogni dispositivo di mostrare alcuni contenuti: le pagine web. Eppure, non tutti i dati presenti sul web sono visibili allo stesso modo.
Il web è come un uovo:
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Il guscio è il “surface web” (web di superficie);
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L’albume è il “deep web” (web profondo);
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Il tuorlo è il “dark web” (web oscuro).

In realtà, attraverso i normali motori di ricerca (GOOGLE, BING), possiamo vedere solo una piccola parte delle pagine web: il “surface web” (circa il 10 % delle pagine totali).
Alcune pagine sono accessibili solo con una password o una codifica (il deep web): il contenuto di una casella di posta elettronica o di un conto bancario online.
Altre pagine sono accessibili solo utilizzando uno specifico software: il dark web (a volte incluso nel deep web, ma diverso da un punto di vista tecnico). Si può accedere a questi siti web altrimenti bloccati usando il software TOR(scaricabile gratuitamente).
Il dark web è il luogo in cui la maggior parte delle attività illecite sono pubblicizzate perché ci si può connettere senza divulgare informazioni identificabili.
Di solito, un sito di destinazione conosce alcuni dati sulla connessione. Ad esempio, se ci si sta connettendo da una città in Europa o negli Stati Uniti (attraverso l’indirizzo IP). Invece, usando TOR, il traffico passa attraverso una serie di nodi (computer) prima di giungere al sito di destinazione, nascondendo i dati di orgine con una diversione.
Supponiamo di connetterci da una casa a Roma ad un sito internet a New York. Il traffico passa prima da Londra (primo nodo o nodo di guardia), poi da Buenos Aires (secondo nodo o nodo medio), poi da Tokyo (terzo nodo o nodo di uscita) e solo alla fine raggiunge New York. Nessun nodo conosce l’intero percorso, garantendo l’anonimato degli utenti: un vantaggio significativo per i cyber criminali.






