Servizi segreti uniti. Conflitto in Ucraina e informazione russa su Twitter
“Confronto informativo” [“Informatsionnoe protivoborstvo” in russo] è un concetto cruciale per capire l’impostazione di Mosca riguardo alla guerra informatica (soprattutto durante il tragico conflitto in Ucraina). In questa espressione, la parola “informativo” racchiude infatti qualsiasi operazione svolta online.
Le dottrine occidentali sul tema di solito distinguono fra operazioni informatiche che colpiscono le reti e operazioni di informazione tese ad influenzare la percezione degli individui. La Russia invece adotta un “approccio olistico” (come lo definisce Daniel Moore nel suo libro del 2022 “Offensive Cyber Operations”): le operazioni sulle reti sono solo componenti all’interno di un quadro di operazioni sull’informazione più esteso.
Come conseguenza, la guerra dell’informazione è considerata una “materia strategica che richiede il coordinamento di molte agenzie governative”, secondo Ulrik Franke.
Nel 2015, Franke ne citava alcune: il Serivizio di Sicurezza Federale (FSB), il Serivizio di Intelligence per l’Estero (SVR), le Forze Armate, il Servizio di Intelligence Militare (GRU), il Servizio di Supervisione sui Mass Media Roskomnadzor, il Servizio di Protezione Federale (FSO) e il Ministero degli Affari Esteri.
Lo stesso studioso concludeva che il “coordinamento di queste agenzie doveva provenire dal livello politico più alto, attraverso il Consiglio di Sicurezza Nazionale Russo (che è parte dell’Amministrazione Presidenziale)”.
Per questo, l’analisi di alcuni account Twitter può essere lo specchio delle strategie russe.
Alexander Alimov su Twitter, un’indagine cyber sull’account di un funzionario russo

Alexander Alimov è il vice Rappresentante permanente della Russia presso l’ufficio dell’ONU a Ginevra. Ha un account Twitter attivo: “@A__Alimov”, con una spunta blu che conferma l’autenticità del profilo. Nella descrizione, Alimov si definisce come un “diplomatico modestamente di talento” e specifica anche: “Le opinioni espresse sono mie”.
I suoi ultimi tweet riguardano l'”operazione militare” russa in Ucraina e Alimov ovviamente prende le parti del suo Paese. Un’indagine sul suo account può dirci qualcosa in più.
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Tinfoleak, l’indice dei tweet
Tinfoleak.com è un “sito in cui si possono avere informazioni dettagliate su un utente Twitter”. Si inserisce il nome dell’account e si può ricevere via email un report sulla sorgente dei tweet, il luogo da cui sono stati inviati e altri dati.

Tinfoleak sull’account di Alimov
Il dossier di Tinfoleak sull’account di Alimov mostra la data di creazione del profilo (il 23 aprile 2019), il luogo da cui twitta (Ginevra, Svizzera), il numero dei follower (oltre 10mila) e il numero dei tweet (quasi 10mila). Si può vedere che l’account è molto dinamico: la media di pubblicazione dei tweet è di 8 al giorno.
Le connessioni su twitter
Il numero di follower del diplomatico è relativamente alto, come ci si può aspettare per una figura pubblica come Alimov. E’ il catalizzazore di campagne informative: spesso ritwitta video, immagini e notizie dal fronte di guerra ucraino. Il suo account è pubblico: chiunque può seguirlo.
Ma un parametro significativo è considerare gli account che Alimov ha deciso di seguire. Sono circa 400 e il vice rappresentante russo li considera in qualche modo interessanti per la sua attività.
Botometer, le categorie di bot su Twitter
Uno strumento utile che fornisce più informazioni sugli account Twitter è “Botometer” (in passato chiamato “BotOrNot”), creato dall’Università dell’Indiana (Stati Uniti).
Il suo obiettivo principale è controllare l’attività di un account e assegnargli un punteggio. Più alto è il rating, più è probabile che le attività sul social network siano condotte da programmi automatici (bot): questi account potrebbero essere finti e non rappresenterebbero persone reali.
Il punteggio ondeggia in una scala da 0 a 5, dove 5 è il massimo. La valutazione è basata su vari criteri, dal momento che ci sono diversi tipi di bot su Twitter.
L’applicazione ne identifica sei:
“1) “Echo-chamber“: account che si occupano di seguire gruppi e condividere ed eliminare contenuti politici in grandi quantità;
2) Follower finti: bot comprati per aumentare il numero dei follower di un account;
3) Finanziari: bot che postano usando “cashtag” [hashtag usati in ambito finanziario per tenere traccia delle quotazioni azionarie, caratterizzati dal simbolo $ al posto del cancelletto #];
4) Autodichiarati: bot provenienti dal sito botwiki.org;
5) Spammer: account etichettati come bot spam stanto ad un insieme di dati;
6) Altri: altri bot eterogenei classificati a partire da annotazioni manuali, feedback degli utenti, etc.”.
Per ogni account analizzato, il servizio elenca le sei diverse categorie con le distinte valutazioni.
In più, Botometer consente di vedere i profili che Alimov sta seguendo in un elenco dettagliato che può essere scaricato. Ogni account ha il suo punteggio e si può scoprire qualcosa in più scansionando i profili con la valutazione più alta.
L’account del corrispondente di guerra russo Medvedev

Il profilo di Medvedev
L’account “@0nQIPq0WCONIu0G”, seguito da Alimov, ha un punteggio di 4.4 su 5. Appartiene ad un corrispondente di guerra russo in Ucraina: Voenkor Medvedev, che twitta riguardo al conflitto in corso.
Medvedev ha oltre 10mila follower e segue solo 159 persone. Botometer consente di verificare lo status di questi follower. L’applicazione ne etichetta molti come “non attivi“.
Alcuni follower di Medvedev
“@sadikova_arafat” segue Medvedev. L’account è stato creato in giugno e non ha immagini o descrizioni nel profilo. Non è “attivo”, stando a Botometer.
Un altro follower di Medvedve è “@reti_andrei”, un account creato in maggio. Nessuna immagine o descrizione nel profilo. Neanche questo è “attivo”, stando a Botometer.
Anche l’account “@Lightni51531377”, creato in maggio, segue Medvedev. Di nuovo, non ci sono immagini o descrizioni. E di nuovo Botometer lo etichetta come “non attivo”.
Questi account non sembrano gestiti da persone reali. I 10mila follower di Medvedev potrebbero essere sovrastimati.
Karpushev, un cittadino di Donetsk, nel Donbas

Botometer su Karpushev
Un altro account seguito da Alimov è “@AleksKarpushev”. Alexey Karpushev si descrive come un “nativo di Gorlovka“, una città importante nel distretto di Donetsk (Donbas), nell’Ucraina dell’est. Anche lui twitta informazioni e pareri sul conflitto ucraino (in russo).
Botometer assegna a questo account un punteggio di 4.4 su 5. Il parametro dei follower finti totalizza 3.6.
Eppure, vedendo proprio i dati sui follower, ci si accorge che Karpushev ne conta oltre 19mila, ma allo stesso tempo segue circa 15mila account. Le due cifre potrebbero essere collegate.
Follerme, il rapporto fra follower e account seguiti
Foller.me è un altro strumento di analisi per Twitter. “L’applicazione fornisce ricche indicazioni su ogni profilo Twitter pubblico”, spiega il sito ufficiale. Mostra anche il rapporto fra follower e account seguiti.
In effetti, nei social media, gli utenti spesso tentano di avere più follower seguendo altri account: molti utenti che vedono seguire il loro profilo, spesso decidono di diventare follower a loro volta di chi li segue, come gesto di cortesia.

Il rapporto dei follower di Karpushev
Perciò, il rapporto fra i follower e gli account seguiti dovrebbe indicare la genuinità di chi segue gli account. Un punteggio alto di questo rapporto significherebbe che più persone seguono Karpushev “di propria iniziativa, senza ricambiare il “following”. @AleksKarpushev registra un punteggio abbastanza basso: 1.29 (Alimov invece ha un rapporto fra follower e account seguiti di 25.98).
Questo indice potrebbe però essere poco importante, dal momento che non valuta la qualità dei follower. Seguire a propria volta un account potrebbe essere una semplice espressione di interesse. Eppure, valutando i follower di Karpushev, si può vedere uno schema già noto.
I follower di Karpushev
“@Jerry44257112” segue Karpushev. La sua descrizione è la sola parola “Gamer” e l’account (creato in giugno) ha una foto del presidente russo Vladimir Putin come immagine di profilo. Twitter ha limitato le funzionalità di questo utente per attività sospette, stando al 12 luglio.

Follower di Karpushev
Nella lista dei follower di Karpushev c’è “@GannaL6”. Non ha nessuna descrizione, ma come immagine del profilo ha il disegno stilizzato di una donna . L’account, creato in giugno come il precedente, “non è attivo”, stando a Botometer.
L’account “@Ekoghofar”, creato a maggio, è un altro follower di Karpushev. Nessuna descrizione e nessuna immagine di profilo. Neanche questo “è attivo”, stando a Botometer.
La probablità che siano account finti è relativamente alta.
Altri account seguiti da Alimov

Alimov segue altri account significativi e ognuno di essi ha una storia alle spalle.
La scrittrice tredicenne
Fra questi, “@FainaSavenkova” è l’account privato di una scrittice per bambini di tredici anni, della città di Lugansk (in Ucraina). Faina Savenkova è l’autrice di recite teatrali, racconti e romanzi di finzione in russo.
E’ diventata nota perché è stata inserita nel database ucraino “Myrotvorets” (“Custode della pace” in italiano). E’ una lista online pubblica di persone “le cui azioni contengono indizi di crimine contro la sicurezza nazionale dell’Ucraina”, secondo l’organizzazione che la gestisce.
(La lista ha destato preoccupazione negli ambasciatori del G7 e nell’Unione Europea per il suo utilizzo e per la pubblicazione di dati personali.
Nel 2016, un’interrogazione da parte di Valeria Lutkovska, Commissaria per i diritti umani del parlamento ucraino, ha ricevuto una risposta da parte del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU): “Al momento l’Ucraina non ha un meccanismo legale per bloccare l’accesso di utenti a risorse internet utilizzate per postare contenuti”.)
Il doppio account di un cittadino cileno
Nell’elenco dei profili seguiti da Alimov, ci sono due account (“@realGonzaloLira” e “@GonzaloLira1968”) della stessa persona, Gonzalo Lira, che si definisce come un “Cileno a Kharkiv” (Kharkiv è la seconda città più grande dell’Ucraina).
Lira ha abbandonato il suo primo account (@realGonzaloLira) dopo che i Servizi di Sicurezza ucraini (SBU) lo hanno tenuto in custodia per alcuni giorni. Da quanto ha raccontato, gli agenti gli avrebbero sequestrato i dispositivi elettronici durante il fermo. Perciò, quando lo hanno rilasciato, ha dovuto aprire un secondo account (il 22 aprile): @GonzaloLira1968 .
Entrambi gli account hanno un tweet fissato in alto, che riporta lo stesso elenco (aperto) di nomi, che dovrebbero rivelare “la verità sul regime di Zelensky”:
You want to learn the truth about the Zelensky regime? Google these names:
Vlodymyr Struk
Denis Kireev
Mikhail & Aleksander Kononovich
Nestor Shufrych
Yan Taksyur
Dmitri Djangirov
Elena BerezhnayaIf you haven’t heard from me in 12 hours or more, put my name on this list.
GL
— Gonzalo Lira (@realGonzaloLira) March 26, 2022
Un coordinamento
Gli account seguiti da Alimov non si fermano qui. Fra questi, ci sono anche teologi, media, celebrità con migliaia di follower.
Analizzando alcuni dei profili seguiti dal diplomatico russo, abbiamo visto una fitta rete costituita da account finti e account di persone reali con l’intento di promuovere idee e punti di vista russi.
Si può menzionare un altro profilo influente seguito da Alimov. “@imerkouri” è l’account privato del giornalista Ilias Mercury e conta più di 140mila follower.
Il sito spisok-putina.org (“la lista di Putin” in inglese), un database del “Forum per la Russia libera”, che si propone di raccogliere dati sui crimini in Russia, etichetta Mercury come “propagandista”.
Secondo questo sito, “nel 2015, degli hacker hanno rivelato la sua corrispondenza con il vice direttore russo dell’Ufficio per le politiche interne dell’Amministrazione Presidenziale, Timur Prokopenko“. Le rivelazioni hanno mostrato che Mercury “riceveva istruzioni da parte delle autorità su come rispondere ‘correttamente’ a determinate nuove notizie”. Non solo. Il giornalista concertava “i suoi tweet con il suo referente dell’Amministrazione Presidenziale“.






